Adult Literacy and Life skills (ALL) – Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

25 10 2010

Adult Literacy and Life skills (ALL) – Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

di Vittoria Gallina – INVALSI

  1. Introduzione – obiettivo e metodologia dell’indagine IALS

A conclusione dell’ultimo round della indagine IALS (International Adult Literacy Survey), la prima indagine comparativa internazionale sulle competenze della popolazione adulta, che si è svolta dal 1994 al 1998, l’attenzione di decisori politici e di responsabili di interventi di educazione e formazione si è rivolta alle nuove esigenze di conoscenza che emergono nel mondo globale.

La domanda che si è posta può essere così espressa:

la descrizione della distribuzione delle competenze della popolazione adulta analizzata hic et nunc è sufficiente per orientare chi ha la responsabilità di assumere decisioni in merito alle politiche sociali ed in particolare alle politiche relative alla istruzione e formazione per il prossimo futuro?

Si è evidenziata, quindi, la necessità di un nuovo studio che, fissando l’attenzione sulle condizioni in cui si acquisicono e si perdono competenze nella vita adulta, enucleasse le dimensioni che possono essere oggetto di accertamento (assessment), di misurazione e di comparazione tra vari Paesi.

L’indagine ALL (Adult Literacy and Life skills) nasce come risultato di un lavoro di collaborazione tra governi, agenzie nazionali di statistica, istituti di ricerca e agenzie multilaterali. Lo sviluppo e il coordinamento è stato sostenuto da Statistics Canada e da Educational Testing Service (ETS) in collaborazione con il National Center for Education Statistics (NCESUsa Department of Education), l’Organizazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE), l’Ufficio regionale per l’America latina e i Caraibi (OREALC) e l’Istituto di Statistica (UIS) dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione la Scienza e la Cultura).

Questo contributo presenta la sintesi dei risultati dell’indagine ALL pubblicati nel volume “Letteratismo e abilità per la vita – Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni”, (Roma, Armando, 2006). L’indagine è stata realizzata in Italia, negli anni 2003-2004, su un campione di 6853 cittadini di età compresa tra i 16 e i 65 anni, nell’ambito di una ricerca comparativa internazionale promossa dall’OCSE che ha coinvolto sette Paesi (Bermuda, Canada, Italia, Norvegia, Svizzera, Stati Uniti e Nuovo León Mexico, che ha svolto parzialmente l’indagine).

L’indagine ALL ha prodotto profili culturali di popolazione adulta attraverso l’utilizzo di una strumentazione di rilevazione e misurazione, accettata e validata a livello internazionale, che consiste nell’elaborazione statistica di dati raccolti attraverso interviste a domicilio e test cognitivi.

§ Definizione di “letteratismo e abilità per la vita”

Letteratismo non è definibile come una specifica competenza che una persona possiede o non possiede, ma è un insieme complesso di competenze/abilità, richieste nei diversi contesti in cui la vita adulta si realizza.

§ Competenza di prose e document literacy

Competenza alfabetica funzionale relativa alla comprensione di testi in prosa e formati quali grafici e tabelle; capacità di utilizzare testi stampati e scritti necessari per interagire con efficacia nei contesti sociali di riferimento, raggiungere i propri obiettivi, migliorare le proprie conoscenze ed accrescere le proprie potenzialità;

§ Competenza di numeracy.

Competenza matematica funzionale; capacità di utilizzare in modo efficace strumenti matematici nei diversi contesti in cui se ne richiede l’applicazione (rappresentazioni dirette, simboli, formule, che modellizzano relazioni tra grandezze o variabili);

§ Competenza di problem solving.

Capacità di analisi e soluzione di problemi; il problem solving rileva l’attività ragionativa in azione: pensiero orientato al raggiungimento di uno scopo in una situazione in cui non esiste una procedura di soluzione precostituita.

Le competenze/abilità evidenziate, rispetto allo svolgimento di prove relative agli ambiti sopraindicati, producono profili di diverso livello: dal livello 1, il più basso, che rappresenta competenze/abilità estremamente modeste e fragili, fino al livello 5, che indica piena padronanza degli alfabeti indispensabili a garantire, nelle attuali società della conoscenza, un agire efficace. Dato che pochissime persone si trovano nei due livelli più elevati il livello 4 e 5 sono presentati insieme 4/5.

2. La distribuzione dei livelli di competenza della popolazione italiana

Il 46,1% della popolazione 16-65 anni si trova al livello 1 della scala di Prose Literacy, il 35,1% al livello 2 e il 18,8% ad un livello 3 o superiore; la distribuzione nei livelli per le altre tipologie di prove è abbastanza simile, tranne che per il Problem Solving, dove quasi il 70% delle persone non supera il livello 1.

 La variabile età rappresenta sicuramente un fattore importante per descrivere il profilo di competenza di un individuo: l’indagine ALL conferma la tendenza di un declino delle competenze con l’aumentare dell’età: i più giovani ottengono risultati migliori, anche se nello specifico, in Italia, i 26-35enni rappresentano la quota di popolazione che fa registrare performance migliori anche rispetto ai 16-25 enni. Le giovani donne evidenziano le migliori performance in prose literacy.
 

 

 

L’indagine comparativa internazionale ALL (letteratismo e abilità per la vita) evidenzia:

§ la drammatica limitatezza di competenze alfabetiche funzionali (letteratismo) della popolazione italiana;

§ l’importanza del possesso di queste competenze in relazione alla occupabilità ed al livello di inclusione sociale della popolazione (esercizio dei diritti di cittadinanza e stabilità economica)

§ la presenza di quote consistenti di giovani e di giovani adulti che denunciano limitate competenze, soprattutto se confrontate con quelle dei giovani degli altri paesi che hanno partecipato all’indagine;

§ la correlazione tra livelli elevati di competenza e sviluppo dei settori produttivi strategici.§

Perché è essenziale sostenere e sviluppare in Italia le competenze alfabetiche funzionali (letteratismo) della popolazione?

Qualità della vita e positiva disposizione al cambiamento dipendono dal possesso di competenze alfabetiche funzionali: questo è il dato evidente che emerge dalla indagine in tutti i paesi che la hanno realizzata.

Sulla base degli studi svolti a partire dalla metà degli anni ‘90 letteratismo non è più definito come un semplice livello soglia riferito alla capacità di leggere e scrivere, capacità posseduta dalla quasi totalità dei cittadini italiani di 16-65 anni, ma come un fenomeno complesso ricco di molteplici aspetti che non possono essere compresi in un singolo standard; infatti nella società attuale non è più sufficiente che una persona sappia leggere e scrivere frasi brevi, messaggi semplici e diretti. Il cittadino italiano di oggi deve essere in grado di padroneggiare il  processo che porta una persona a leggere e scrivere per raccogliere e produrre informazione efficace nella comunicazione sociale, nel lavoro e nello sviluppo di obiettivi e finalità di accrescimento della cultura personale.

Potrebbe sembrare un paradosso, ma il significativo incremento realizzato negli anni recenti nella qualità della scolarizzazione, soprattutto in termini di titoli di studio conseguiti dalla popolazione italiana giovane, non ha ridotto, anzi forse ha reso più evidente il problema del letteratismo. Questo si spiega perché le competenze alfabetiche funzionali necessarie no n sono statiche ed immutabili, ma evolvono in relazione alle trasformazioni economiche e sociali di un Paese.

Le abilità associate con la competenza alfabetica funzionale non sono più soltanto la lettura e la scrittura, oggi l’adulto deve essere capace di utilizzare i linguaggi formalizzati della matematica, quelli delle nuove tecnologie informatiche, e deve avere competenze ambientali e sociali.

Non si tratta solo di competenze aggiuntive, che si cumulano per via sommativa: la società attuale richiede il possesso “di patrimoni” di competenza di livello elevato.

3. Competenza alfabetica funzionale e vantaggio/svantaggio nel mercato del lavoro e nella formazione

Adulti con basso livello di competenze incontrano difficoltà sempre più consistenti nell’accesso al mercato del lavoro e nel mantenimento di questo.

In Italia la probabilità che ha un adulto con basse competenze di sperimentare la disoccupazione è quasi due volte e mezzo maggiore di quella di chi ha livelli più elevati di competenza. Questi adulti sperimentano più degli altri periodi di disoccupazione o restano senza lavoro per periodi molto lunghi.

La società italiana appare sempre più ricca di stimoli culturali, ma una quota significativa della popolazione, nelle situazioni della vita di tutti i giorni, rischia di trovarsi in difficoltà per il limitato possesso di competenze; bassi livelli culturali di larghi strati della popolazione rallentano lo sviluppo economico e la coesione sociale; questo perché nel mondo globale molti dei lavori che richiedono scarse e povere competenze stanno scomparendo e livelli elevati di competenza e cultura sono necessari a garantire un agire efficace nella società complessa.

L’Italia ha un minore sviluppo del lifelong learning rispetto agli altri Paesi a causa delle limitate competenze della popolazione in generale e in particolare di quella meno giovane (popolazione con più di 45 anni); questo problema rischia di persistere e di proiettarsi nel futuro perché anche i giovani e i giovani adulti italiani evidenziano competenze più limitate di quelle delle stesse popolazioni dei 6 paesi che hanno partecipato all’indagine ALL.

4. Le competenze della popolazione giovane

L’apprendimento è la leva fondamentale per l’incremento della riserva (stock) di capitale umano necessaria per lo sviluppo. È quindi importantissimo che giovani e giovani adulti abbiano la possibilità di fruire sia di istruzione sia di opportunità formative non formali nella stessa misura, quale che sia la collocazione socio economica familiare.

Dalla indagine emerge che la quota di giovani italiani che si collocano ai livelli 3 e più di competenza alfabetica funzionale è molto più bassa di quella di coloro che si collocano ai livelli 1 e 2. I giovani con punteggi che si collocano sotto il livello 3 hanno bisogno di fruire di interventi di supporto nel sistema formale di educazione ed in quello non formale al fine di accrescere il livello di competenza.

Quasi un terzo dei giovani italiani (16-25 anni) si colloca al livello 1 (35%) della competenza alfabetica funzionale, questo significa che queste persone avranno/hanno problemi in relazione all’inserimento sociale ed all’esercizio dei diritti di cittadinanza in una società democratica. Un altro 39% di giovani (16-25 anni) non supera il livello 2 di competenza, solo il 26% raggiunge o supera il livello 3, il livello necessario per garantire il pieno inserimento nelle società della conoscenza. Questa popolazione giovane in Italia dovrà competere per il lavoro e l’accesso al benessere in Europa e nel mondo globale nel futuro: la condizione di svantaggio per il Paese nel suo complesso appare evidente.

Elevare i livelli di competenza alfabetica di questa popolazione giovane è una priorità fondamentale, soprattutto se si tiene conto che sono i lavoratori giovani che evidenziano le competenze più basse.

5. Titolo di studio dei genitori e competenza alfabetica dei figli

La scolarizzazione in Italia è cresciuta negli ultimi decenni e una percentuale maggiore di persone ha frequentato almeno qualche classe della secondaria superiore. Generalmente giovani la cui madre non ha completato la scuola superiore, hanno livelli di letteratismo più bassi dei giovani che hanno madri con diploma o laurea. Lo stesso accade in relazione al titolo di studio del padre.

Poiché le differenze più significative si evidenziano in relazione al fatto che i genitori abbiano almeno il diploma, assicurare che tutti gli attuali giovani raggiungano almeno questo livello di istruzione ed adeguate competenze alfabetiche e matematiche funzionali è un obbiettivo cruciale.

6. In conclusione

I risultati della indagine ALL mettono in evidenza che:

§ la popolazione adulta italiana, presa nel suo complesso, non possiede una competenza alfabetica funzionale (literacy) adeguata alle esigenze della società della conoscenza;

§ conoscere e intervenire sul deficit di competenze è una priorità per il Paese;

§ l’istruzione è un fattore molto importante per garantire lo sviluppo di competenze di literacy ma non è il solo fattore determinante: il letteratismo si sviluppa e si consolida attraverso processi molto diversi e solo alcuni di questi sono riferibili ai sistemi formali di istruzione;

§ una strategia di espansione graduale del sistema scolastico non appare sufficiente a colmare il deficit di competenze che si evidenzia nel mercato del lavoro e nella società attuale: dovrà passare molto tempo prima che si possano sentire gli effetti dell’incremento della scolarità dei giovani attuali!

§ Interventi efficaci e strategie adeguate devono essere costruiti valorizzando meccanismi e processi attraverso i quali gli adulti mantengono e aggiornano abilità e competenze:

§ apprendimento sul lavoro, esperienze di vita e iniziative ed attività personali;

§ le competenze/abilità alfabetiche funzionali come i muscoli si mantengono con l’esercizio e l’uso continuo ed efficace: la scuola ha un ruolo insostituibile nel fornire la base, ma solo l’uso continuo nelle attività quotidiane mantiene livelli adeguati di competenza;

§ promuovere il lifelong learning significa mettere i cittadini in condizione di essere capaci di avere accesso agli ambienti in cui si promuove apprendimento: a casa, sul lavoro, nella comunità sociale;

§ accrescere i finanziamenti per l’educazione degli adulti è una scelta necessaria, ma vanno supportate anche iniziative volte a motivare gli adulti alla partecipazione: apprendere in età adulta è un atto volontario, una scelta che dovrà coinvolgere strati di popolazione che oggi non sono motivate o non si sentono sostenute in questi percorsi;

§ la formazione sul lavoro tende a essere rivolta a persone che si trovano già a un certo livello di competenza: il rischio è che non vengano raggiunti quelli che hanno maggior bisogno;

§ dovranno essere sperimentate strategie mirate all’incremento della partecipazione ad attività formative di persone con livelli estremamente bassi di competenza che nel nostro Paese superano il 40% della popolazione;

§ molti sono gli ambiti della vita sociale che, pur non configurandosi immediatamente come lavoro e istruzione, sono strettamente correlati ai livelli culturali della popolazione:

§ l’incremento delle opportunità di studio e di qualificazione è un fattore essenziale nelle politiche di contenimento della criminalità e in quelle di prevenzione in campo sociosanitario;

§ l’obiettivo di operare sulla cultura della popolazione è un elemento trasversale delle politiche rivolte sia ai giovani che ai cittadini più anziani;

§ politiche di sostegno delle lingue e delle culture dei diversi gruppi sociali che vivono entro un Paese, politiche di sostegno alla cittadinanza attiva ed all’esercizio dei diritti, e politiche di welfare di sviluppo produttivo sono dimensioni collegate ai patrimoni di competenze posseduti.

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