Perché Monti ha “fatto centro”…

24 12 2012

L’idea di Mario Monti di non “scendere” in campo al fianco di questa o quella compagine ma, al contrario “salire in politica” attraverso un programma di governo e di rilancio dell’economia che federi tutte le forze che saranno disponibili a sottoscriverlo è una mossa altamente strategica e politicamente astuta.

Per meglio comprenderne la portata, si consideri infatti lo scenario senza Monti, ovvero lo scenario nel quale Monti si tiene fuori dalla prossima campagna elettorale ed a prescindere da qualunque altro ruolo che potrebbe essergli attribuito (inclusa l’ipotesi della Presidenza della Repubblica).

Sinistra, Ecologia e Libertà 5,1%
Partito Socialista Italiano 1,4%
Partito Democratico 32,9%
Alleanza per l’Italia 0,5%
Italia-Unione di Centro 4,4%
Lista Montezemolo-Verso 3° Repubblica 3,0%
FLI 2,5%
Sub- Totale 49,8%
Grande Sud 0,4%
FARE per FID 0,7%
PLI 0,6%
Il Popolo della Libertà 16,0%
Lega Nord 5,8%
La Destra 2,5%
Movimento Cinque Stelle 16,6%
IDV 1,4%
FDS 1,9%
Ecologisti, Verdi e liste civiche 1,4%
Lista Bonino-Pannella 0,7%
SVP 0,4%
Altri 1,8%
Sondaggio EMG del 14-12-2012

Questo scenario, che a parer mio è il più difficile, la probabilità più elevata risiede in un PD con SEL al 38% ma vittorioso alla Camera dei Deputati grazie al porcellum, un centro (V3R+UDC+FLI) che privato del suo “padre nobile” potrebbe ambire a non oltre il 10% , ed i movimenti populisti di sinistra (M5S) e destra (PDL e Lega) probabilmente attorno al 35-40% . Il sistema elettorale che governa il senato porterebbe ad una situazione di elevata instabilità attaverso maggioranze risicate o peggio ancora alla necessità di un alleanza con il PDL.

Lo scenario alternativo è quello di un Monti politico in campo al fianco dei centristi. Questo scenario, fortemente inviso al PD ed in particolare a D’Alema & C condurrebbe ad un centro in competizione elettorale che, pur migliorando la propria performance elettorale, probabilmente non riuscirebbe a battere il PD e quindi dovrebbe cedere la Premiership al partito di maggioranza relativa e quindi a Bersani.

In questo scenario, Monti giocherebbe un ruolo gregario e secondario e avrebbe difficoltà ad imporre da quella posizione il programma di rinnovamento e modernizzazione di cui ha bisogno il nostro Paese.

A questo punto analizziamo quale potrebbe essere la strategia necessaria per realizzare l’unico scenario che permetta di implementare tutte quelle profonde riforme di cui sappiamo l’Italia ha bisogno e che devono essere realizzate nel più breve tempo possibile, bene illustrate nel documento dell’agenda Monti.

Le riforme di cui parla Monti e che sono largamente condivisibili non possono essere realizzabili “gli uno contro gli altri armati”. La “Grosse Koalition” tedesca, ma anche l’esperienza di Obama negli Stati Uniti, ha dimostrato che il metodo è quello di un’agenda comune e condivisa nell’interesse del paese (e non quello ad personam di qualcuno).

Partendo quindi dalla banale considerazione che i primi due scenari non permetteranno la realizzazione di questo programma di riforme (e di nessun altro vagamente liberale) e che in ogni caso non ci si può nemmeno dire di essere “fuori pericolo” dal punto di vista del rischio default o quanto meno di sostenibilità del debito in un contesto di spread fuori controllo, la domanda che ci si dovrebbe porre, almeno se la politica è l’arte del possibile, è come fare per realizzarle.

Qui si aprono due strade. La prima è quella, assai pericolosa del “wait and see”. Ovvero si lascia che le cose vadano come devono andare e che si realizzi quello scenario politico di ingovernabilità che tutti ci si attende (Senato) ed a quel punto ripetere il Monti 2.0 come sola prospettiva di governabilità ma in un contesto fortemente conflittuale che probabilmente sarebbe la ripetizione di quanto già sperimentato negli ultimi 12 mesi.

La seconda, che ritengo essere quella che è stata scelta da Mario Monti e che mira a sparigliare le alleanze è di proporre l’agenda prima delle elezioni dando de facto un endorsement ai partiti che la adotteranno e quindi migliorandone la probabile performance elettorale ma nello stesso tempo senza dovere subire le conseguenze del confronto politico diretto con il PD ed inviando un chiaro messaggio a Bersani & D’Alema, che il solo percorso politico di riforma possibile è quello indicato e che l’alternativa sono l’ingovernabilità e nuove elezioni.

A questo punto il Partito Democratico si trova in un “cul de sac”, ovvero o far buon viso a cattivo gioco ed accettare l’agenda immediatamente (improbabile), perdendo subito il sostegno di Vendola oppure giocare il tutto per tutto durante la campagna elettorale ed accettare la medesima conseguenza ad urne chiuse.

In ogni caso da un simile scenario l’unico vero e grande perdente rischia di essere soprattutto il nostro Paese.

Cordialmente.

Marco Saltalamacchia

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2 responses

25 12 2012
Fabio Ronchi

C’è un’articolo qui che affronta l’argomento Monti:

http://www.lavoce.info/governo-monti-legge-elettorale-riforme-credibilita/

L’agenzia Monti non mi fa impazzire, perché Monti in questo anno di governo ha tenuto una impostazione simile a quella della sinistra e della maggior parte dei governi: più tasse e niente tagli veri allo Stato!
Oltre a ciò, trovo vergognoso Monti che non ci mette direttamente la faccia, ma ha la pretesa, in caso di successo di una certa parte, di metterci sopra il proprio cappello e pretendere di fare il premier. Che uomo di grande coraggio! Che esempio di demicrazia!
Detto questo, noi ci troviamo di fronte a due strade: fare i duri e puri nella speranza che prima o poi qualcuno si accorga di noi oppure cercare delle alleanze ora, con tutti i rischi del caso.
Una variante al primo, sarebbe riuscire a portare Confindustria ed imprenditori dalla nostra, ottenendo finanziamenti tali da riuscire ad emergere potendo fare una campagna forte e ben visibile.
Verremmo accusati di essere il partito di Confindustria? E allora? Idv ed altri, non sono il partito dei giudici?
Ma si farebbe in tempo?
Altrimenti, obtorto collo, dovremmo fare buon viso a cattivo gioco e metterci sotto il cappello dell’agenda Monti, con l’obiettivo di sfruttarla per farci conoscere nei prossimi anni.
Se vogliamo provare ad incidere da subito, almeno in parte, nella vita politica italiana, non possiamo in ogni caso continuare, come ora, senza soldi e senza alleanze.
Buon Natale!

26 12 2012
Antonio

Ciao Marco e Buon Natale! Condivido al 100% il tuo pensiero, in particolare nella parte in cui evidenzi la opportunita’ di federarsi con le liste di centro: e’ l’unica via per cominciare a “Contare” qualcosa e ad influenzare dall’interno lecdifficili decisioni che si dovranno prendere!

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